BREVETTO DEL DOTT. PIERO PETROCCIONE

Il Magico OCCHIALE da sole che diventa da vista

Studi Universitari

Università Cattolica di Roma 

Studio di valutazione ergonomica dell'ausilio ottico Just Watch

Condotto dall'Università Cattolica del Sacro Cuore - Roma

Facoltà di Medicina e Chirurgia "Agostino Gemelli" - Istituto di Oftalmologia

 

SCOPO DELLA RICERCA

Determinare l'effetto del defocus ottico-miopico sulla sensibilità al contrasto (SC) in videoterminalisti. Il defocus miopico induce ad una risposta accomodativa la cui entità può essere stimata dal potere ottico -massimo che non modifica la soglia di contrasto.

In base a tale principio il test ha lo scopo di valutare la differenza della risposta accomodativa in condizioni basali di riposo e dopo applicazione visiva in due gruppi di soggetti normali dopo utilizzo o meno del supporto ottico Just Watch.

 

SOGGETTI E METODI

Sono stati inclusi nello studio 18 soggetti normali (9 maschi e 9 femmine) di età compresa tra i 20-35 anni, con normale esame oftalmologico completo, normale esame obiettivo generale, acuità visiva corretta= e>10/10 ed errori rifrattivi compresi tra +/-3Dsf e +/-2Dcyl.

I soggetti sono stati suddivisi, secondo un disegno randomizzato in cross over, in due gruppi di trattamento:

 

GRUPPO 1: applicazione visiva al videoterminale di almeno 4 ore con la correzione ottica dell'eventuale difetto refrattivo ma senza l'uso di ausilio ottico aggiuntivo;

 

GRUPPO 2: applicazione visiva al videoterminale di almeno 4 ore con la correzione ottica dell'eventuale difetto refrattivo con ausilio ottico aggiuntivo.

 

La sensibilità al contrasto è stata valutata con dispositivo CSV-1000 misurando le soglie di contrasto mediante procedura doppia alternativa di scelta forzata con reticoli sinusoidali a frequenza spaziale compresa tra 1,5 e 18 c/deg. Le sogle psicofisiche sono state valutate in funzione della frequenza spaziale dello stimolo.

Le soglie di contrasto per stimoli di 12 e 18 c/deg sono state successivamente misurate aggiungendo alla correzione del paziente lenti del potere negativo crescente in steps di 0,25Dsf.

Il potere negativo massimo che non alterava significatamente (variazione >0,1 logU) la soglia psicofisicaè stato considerato come stima indiretta del potere accomadativo alla distanza del test per un determinato soggetto.

I soggetti sono stati testati in condizioni basali di riposo e dopo l'applicazione visiva con o senza ausilio ottico aggiuntivo (rispettivamente gruppo 1 e 2 di trattamento).

La procedura di assegnazione dei gruppi di trattamento e dei test di SC è stata effettuata in doppio cieco.

La differenza del potere accomadativo nel singolo occhio (dato dal massimo potere diottrico negativo che non induceva variazione della soglia di contrasto) fra condizione basale e condizione post-applicativa alle frequenze spaziali di 12 e 18c/deg è stata valutata con il test del chi per i due gruppi di trattamento.

Il valore P<0.05 è stato assunto come indice di significatività statistica.

 

RISULTATI

La differenza del potere accomodativo tra condizione post-applicativa fra i due gruppi di trattamento non è risultata significativa alla frequenza spaziale di 12c/deg.

Alla frequenza spaziale di 18c/deg i soggetti inclusi nel gruppo 2 evidenziavano un miglioramento della capacità accomodativa dopo applicazione visiva statisticamente significativa (P<0.05) rispetto a quelli del gruppo 1.

 

RILEVANZA E POSSIBILI APPLICAZIONI DEI RISULTATI:

Il presente studio ha avuto lo scopo di valutare l'efficacia di uno specifico ausilio ottico per i videoterminalisti il cui fine è quello di ridurre lo spasmo accomodativo e i suoi effetti deleteri durante l'applicazione visiva.

La metodica proposta, il campione di soggetti inclusi nello studio e il disegno statistico proposto erano sulla scorta di una valutazione preliminare pilota, adeguati ad evidenziare effetti e differenze dell'ordine di 0.25 D.

I risultati hanno evidenziato un miglioramento della capacità accomodativa dopo applicazione visiva del gruppo con ausilio ottico rispetto al gruppo placebo.

Tali risultati suggeriscono una possibile efficacia dell'ausilio ottico nel ridurre l'entità dello spasmo accomodativo e della conseguente astenopia post-applicazione.

Tale ausilio, pertanto, potrebbe avere un potenziale uso ergonomico in soggetti con una attività videoterminalistica particolarmente impegnativa e prolungata o in soggetti con errori regrattivi superiori a 3D che necessitano di applicarsi al VDT.

 

Università Degli Studi di Salerno

INDAGINE SULLE ALTERAZIONI VISIVE DEI VIDEOTERMINALISTI

OBIETTIVI

Valutare le alterazioni visive derivanti da una continua e prolungata permanenza al VDT.

METODI

Un campione di 500 soggetti, di età compresa tra i 22 e 46 anni, esposti quotidianamente per minimo 8 ore alla sollecitazione visiva del VDT, è stato sottoposto al controllo del visus per un periodo di 5 anni consecutivi con frequenza annuale.

RISULTATI

Al tempo 0 i soggetti presentavano un visus così espresso: 150 soggetti con età fra 22 e 26 anni (30%) di cui 70(47%) erano perfettamente emmetropi e 80(53%) portatori di occhiali con lenti correttive(miopia, ipermetropia, astigmatismo);

200 soggetti con età fra 26 e 38 anni(40%) di cui 50 (25%) perfettamente emmetropi e 150(75%) portatori di occhiali con lenti correttive;

150 soggetti con età fra 38 e 46 anni(30%) di cui 60 (40%) perfettamente emmetropi e 90(60%) portatori di occhiali con lenti correttive.

Al termine del tempo d'osservazione i soggetti presentavano queste alterazioni di visus da lontano: Tutti i soggetti emmetropi avevano lievemente miopizzato (dato medio sf. -0,50).

I soggetti portatori di occhiali con lenti correttive presentavano le seguenti variazioni: i miopi presentavano un lieve aumento della miopia (dato medio sf, - 0,50);

gli ipermetropi presentavano lieve riduzione dell'ipermetropia; gli astigmatici non subivano variazioni.

Le alterazioni di visus da vicino sono così riportate: nessuna alterazione per la fascia 22-26 anni; lieve ipermetropizzazione per la fascia 26-38 anni (dato medio sf, - 0,50);

notevole ipermetropizzazione per la fascia 38-46 anni (dato medio sf, +1 ) per presbiopia incipiente.

CONCLUSIONI

L'esposizione costante ad una sollecitazione visiva da parte di VDT può essere concausa alla comparsa o ad un aumento ingiustificato della miopia nei soggetti in cui essa dovrebbe essere stabile.

STUDIO PRELIMINARE SU ADATTAMENTO REFRATTIVO E NUOVI DISPOSITIVI OTTICI

OBIETTIVI

Valutare l'efficacia dell'attamento refrattivo nei soggetti impegnati in visioni fini e prolungate mediante nuovi dispositivi ottici.

METODI

E' stato condotto uno screening visivo con valutazione del visus durato 2 anni, su una popolazione di 100 soggetti impegnati in lavori fini e prolungati, portatori di correzione ottica (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia), che volontariamente avevano utilizzato durante il loro lavoro un nuovo dispositivo ottico.

Le attività lavorative vedono la popolazione impegnata per il 50% in lavori ai VDT e per il restante su una catena di montaggio.

RISULTATI

Nei lavoratori ai VDT notevole riduzione dei sintomi strettamente correlati alla astenopia precedentemente dichiarati ed un notevole miglioramento della postura correlata alla cattiva visione precedente all'uso del dispositivo.

Nell'ambito della singola valutazione dei visus tutti i soggetti non hanno evidenziato variazioni del proprio stato.

I lavoratori alla catena di montaggio mostravano gli stessi benefici riscontrati per gli impiegati, inoltre con l'uso del dispositivo l'utilizzo delle forme di prevenzione antinfortunistiche( maschere o occhiali) risultava più agevole e favorente la buona visione.

CONCLUSIONI

I dispositivi ottici utilizzati hanno ottimizzato la vista di tutti indicando che l'adattamento refrattivo indotto dal dispositivo riduce il lavoro svolto dall'occhio e il suo affaticamento (Astenopia).

Quindi l'uso di tali dispositivi genera un doppio vantaggio in termini di rendimento lavorativo e di prevenzione antinfortunistica.

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